LA CONTINUITA’ ASSISTENZIALE DA PARTE DELL’ ANESTESISTA AUMENTA IL GRADO DI RESPONSABILITA’ NEI CONFRONTI DEL PAZIENTE E NE CONQUISTA LA FIDUCIA

Molto spesso la figura dell’ anestesista per il paziente non rappresenta neppure una figura medica di riferimento , anzi viene scambiata per un tecnico a cui non si può dare neppure un volto .

Frequentemente l’ anestesista che si occupa della consulenza anestesiologica pre-operatoria non sarà lo stesso specialista che seguira’ l’anestesia sul paziente e neppure lo stesso che giungera’ in reparto in caso di necessita’ nel post-operatorio .

Questo sistema ovviamente non e’ il medesimo  per l’attività chirurgica , in cui il chirurgo solitamente, fatto alcune eccezioni e’ sempre lo stesso di  riferimento per il paziente.

La percezione da parte di chi  si deve sottoporre ad intervento chirurgico ovviamente sarà quella di essere completamente “nelle mani del chirurgo “ che risultera’ la figura in cui il paziente avra’ riposto maggior fiducia .

In caso di percezione positiva dell ‘intervento e suo decorso  post-operatorio , il paziente attribuira’ spontaneamente i meriti al chirurgo , come altrettanto sara’ piu’ facile insinuare colpe verso l’ anestesista che risulta essere una figura misconosciuta di cui non si ricorda nulla , con cui a mala pena si avra’ colloquiato e che probabilmente non avra’ spiegato correttamente le tecniche anestesiologiche praticate , perche’ con molta  probabilità non sarà  lui ad eseguire l’anestesia ma un ‘altro collega il giorno dell’ intervento .

Questo sistema che in anestesia interrompe la continuità assistenziale da parte dello stesso specialista , fa si’ che non si qualifichi l’ anestesista come professionista rispetto ad un’altro, tanto da creare un sistema in cui non si hanno meriti ma e’ sufficiente che si ottenga un risultato soddisfacente.

In questo modo ciascun anestesista e’ semplicemente un prestatore d’opera la cui esperienza , conoscenza ,ed abilita’ potrebbero non essere apprezzate a meno che’ non siano stati scongiurati eventi catrastofici grazie allo stesso .

Molti chirurghi inoltre non prestano attenzione alla qualita’ dell’ anestesia considerando banali molti effetti collaterali da farmaci ,oppure non valorizzano minimamente lo sforzo tecnico e conoscitivo dell’ anestesista nel minimizzare l’ impatto farmacologico (soprattutto nei pazienti complessi ) e l’eventuale pessima emostasi chirurgica.

ANESTESIA ORTOPEDICA si prende carico del paziente dal pre-operatorio al post, garantendo la continuita’ assistenziale  in modo da pianificare per tempo le eventuali criticita’ , ottimizza la tecnica anestesiologica discutendone non solo con il paziente ma anche con il chirurgo in modo da ottimizzare l’ anestesia in base alla tecnica chirurgica .

Nel post-operatorio Anestesia Ortopedica osserva l’ andamento della degenza rimanendo sempre punto di riferimento per il reparto che accoglie il paziente .

Per ANESTESIA ORTOPEDICA la vera riuscita sta nel post-operatorio in cui il paziente non dovra’ soffrire di complicanze legate all’anestesia, e il dolore dovra’ essere sempre ben controllato senza scoperture antalgiche che creano spesso “buchi “ di analgesia, difficili da neutralizzare se non con forti carichi di antinfiammatori o oppioidi.

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