IL TEMIBILE REBOUND PAIN AFTER BLOCK

Il fenomeno del rebound pain after block e’ molto discusso in letteratura come un dolore severo che compare alla fine del blocco eseguito in single shot alla ripresa della sensibilità dell’arto coinvolto.

L’ incidenza e’ sconosciuta ,di solito si manifesta dopo 12-24 ore dalla fine dell’ intervento chirurgico e ancora non sono chiari i meccanismi che sono alla basa del rebound pain.

Una delle teorie fisiopatologiche afferma che la memoria del  segnale nocicettivo bloccato dall’ anestetico locale , una volta terminato il blocco venga amplificato .

Il rebound pain ha un’insorgenza improvvisa alla fine del blocco descritta dai pazienti come una sensazione di bruciore che solitamente si manifesta durante la notte avendo un effetto negativo sulla qualità del sonno .

Il rebound pain puo’ avere un impatto forte sul  ricovero del paziente tanto da non avere sollievo dopo somministrazione di farmaci per via orale.

Tutto cio’ aumenta notevolmente il consumo di farmaci oppioidi .

Il risultato e’ una minor soddisfazione del paziente che minimizza notevolmente il reale beneficio del blocco periferico , aumentando anche i costi delle cure nel post-operatorio.

I fattori di rischio collegati al rebound pain sono molteplici ed includono l’età, il sito chirurgico, il tipo di frattura, il tipo di blocco nervoso, il danno nervoso associato, la concentrazione di anestetico locale , l’analgesia insufficiente nel post-operatorio , l’inadeguato orientamento del paziente nel controllo del dolore nel periodo post-operatorio .

Il rebound pain e’ probabilmente meno presente nei pazienti anziani, mentre potrebbe essere severo nei giovani .

Per quanto concerne il tipo di chirurgia è piu’ frequente nella spalla rispetto ad una chirurgia maggiore di ginocchio.

Per contrastare il temibile rebound pain e’ consigliato abbinare un’ottima preemptive analgesia nell’intraoperatorio e impostare una terapia antalgica multimodale che inizi prima della fine del blocco in modo da ridurre l’infiammazione periferica e bloccare l’ insorgenza del dolore a livello centrale che favorisce la cronicizzazione del dolore .

L’ uso di adiuvanti in abbinamento agli anestetici locali sembri ridurre il fenomeno del rebound pain.

La somministrazione di analgesici 1/2 ore prima della fine dell’analgesia da blocco nervoso minimizza l’ incidenza di rebound pain.

L’assenza di una adeguata educazione del paziente riguardo la necessità di una terapia antalgica  “bridge” assunta anche in assenza di dolore , potrebbe provocare un inefficace controllo del dolore durante il periodo di transizione verso  una analgesia orale alla fine del blocco nervoso

La letteratura afferma che il Rebound pain  potrebbe essere attenuato dal prolungamento della durata del blocco , come dall’ infusione continua di anestetici locali tramite cateterino perinervoso .

Il blocco nervoso continuo riduce il dolore basale e I markers infiammatori oltre ad interrompere la formazione di memorie neuronali associate alla chirurgia.

Bibliografia:Peripheral nerve block and rebound pain: literature review Layana Vieira Nobre, Graziella Prianti Cunha, Paulo César Castello Branco de Sousa, Alexandre Takeda, Leonardo Henrique Cunha Ferraro Universidade Federal de São Paulo (Unifesp), Escola Paulista de Medicina, Grupo de Anestesia Regional, Disciplina de Anestesiologia, Dor e Medicina Intensiva, São Paulo, SP, Brazil Received 13 February 2019; accepted 15 May 2019

Leave a Reply