ANESTESIA ORTOPEDICA E OTTIMIZZAZIONE DEI PROTOCOLLI FAST-TRACK

 

La chirurgia protesica per anca e ginocchio in metodica fast-track ad oggi e’ la più’ popolare a causa della richiesta sempre maggiori  da parte della popolazione di tali  tipologie d’intervento.

Molti protocolli anestesiologici ad oggi sono stati scritti per la gestione del paziente secondo la metodica fast- track  , alcuni dei quali pero’ pur raggiungendo il target spesso sono limitati ad alcune tipologie di pazienti che presentano una bassa comorbilita’.

Mi riferisco ai protocolli fast-track sui pazienti giovani ,di provenienza intra-regione e che spesso vengono sottoposti a protesi parziali .

In questo modo il target di popolazione che può’ giovare di tali metodiche si riduce molto e comunque rimane scoperta una grande fetta della popolazione che sono i pazienti anziani con numerose comorbilita’.

Risulta ovvio che l’ eleggibilità di un paziente per un protocollo fast-track debba rispettare i criteri per l’elezione chirurgica .

Tutti sappiamo che la tecnica chirurgica e’ il basamento della metodica fast-track in quanto deve essere il piu’ conservativa possibile :

-mantiene il più’ possibile l’ integrità anatomica dell’ articolazione tramite tecniche mini-invasive

  • Ridurre  le perdite ematiche intra-operatorie , attraverso un’ottima emostasi che permetta di non posizionare il drenaggio
  • Ha una tempistica ridotta

Questo tipo di chirurgia fast-track deve essere supportata da metodiche anestesiologiche altrettanto “moderne “che devono avere la caratteristica di:

– ridurre la gestione delle vie aeree del paziente

  • ridurre il rischio anestesiologico legato alla procedura stessa
  • ridurre il carico di oppioidi e suoi effetti collaterali
  • ottenere un’analgesia prolungata risparmiando il piu’ possibile la componente motoria dell’ articolazione per ottenere una riabilitazione precoce.

Ad oggi molti protocolli fast-track in cui non viene usata correttamente l’anestesia loco-regionale periferica ecoguidata , si supportano su tecniche perdurali che di certo hanno un maggior rischio anestesiologico .

Alcuni abbinano tecniche locoregionali centrali e periferiche con l’uso di oppioidi intratecali che ovviamente causano effetti collaterali maggiori nel post-operatorio nei pazienti anziani come la disforia, il prurito generalizzato e la classica nausea e vomito , senza escludere l’ effetto ipotensivo .

Queste metodiche ovviamente sono ben tollerate dal paziente giovane , con nessuna comorbilità, che viene sottoposto ad intervento di sostituzione parziale dell’ articolazione  e che puo’ far affidamento sulla vicinanza alla strutture essendo intra-regione .

Ben diverso e’ il caso dei pazienti anziani che sono la stragrande maggioranza a dover essere sottoposti a questa tipologia d’ intervento .

Il metodo ANESTESIA ORTOPEDICA si avvale della metodica anestesiologica subaracnoidea senza l’uso di oppioidi intratecali e l’utilizzo delle piu’ moderne tecniche di anestesia locoregionale periferica ecoguidatte che permettono di risparmiare la componente motoria coinvolgendo solo la sensitiva sia per l’ articolazione dell’ anca che del  ginocchio .

L’analgesia post-operatoria si basa sull’uso minimo di oppioidi somministrati per os.

Tale protocollo anestesiologico  e’ ben tollerato da tutti i pazienti che vengono sottoposti a chirurgia elettiva ,anche gli anziani e pazienti cardiopatici ,broncopatici e nefropatici con patologia comunque ben controllata tale da rispettare i criteri di eleggibilità  anestesiologica per intervento non urgente .

Doveroso sottolineare che la chirurgia protesica fast- track coinvolge molti professionisti e il monitoraggio da parte del medico internista nel post-operatorio come  l’attività precoce e costante del fisioterapista sono fondamentali per la perfetta riuscita del protocollo .

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